E’ da un po’ di tempo che il nostro nuovo sito internet è on line.

Da allora ogni giorno ci siamo detti: “bene, e adesso cosa scriviamo?”

Perché il primo articolo è un po’ come il primo passo sul web, porta un po’ di emozione, di imbarazzo in merito a quale argomento dare così tanta rilevanza.

Abbiamo pensato di scrivere del nostro lievito madre, raccontandone la storia, come lo teniamo vivo e come lo coltiviamo; oppure raccontare della nuova avventura del Punto Vendita e Laboratorio di Via Mameli 224 a Cagliari, delle pizze in teglia, delle focacce schiacciate; oppure degli amaretti integrali, dell’importanza di selezionare materie prime di qualità, del viaggio in Bielorussia per raccontare e mostrare la nostra fregula, della bellezza di Gonnosfanadiga, di quanto il pane posa essere salutare e tante altre belle cose che ci capitano quotidianamente. Ma per tutto questo c’è tempo.

Così abbiamo pensato che la cosa più giusta fosse iniziare da ciò che per molti è considerata la fine, le ultime righe di un testo, di un libro, di un film.

Abbiamo pensato che la cosa più bella fosse partire dai ringraziamenti.

Dal ringraziare le persone che rendono bello il nostro lavoro.

E allora grazie.

Grazie a chi la sera viene in via dei Fornai a Gonnosfanadiga per prendere il coccoi appena sfornato per cena,

grazie a chi la domenica prima di andare al mare passa a salutarci al Frantoio in via dei Mutilati per un bel panino con la mortadella da mangiare in una delle bellissime spiagge della nostra costa,

grazie alle signore che ogni mercoledì assaltano il punto vendite di Via Eleonora d’Arborea perché ci sono i biscotti della nonna appena sfornati,

grazie ai nostri clienti di San Gavino che fermano la loro bicicletta in viale Rinascita per un croissant al volo,

grazie a chi a Pabillonis prende i dolci sardi da spedire ai parenti in “continente”,

grazie a chi arriva e chi parte alla stazione di Serramanna e passa in piazza Matteotti per un saluto a Franca e due semoline,

grazie a chi va al mercato il giovedì a Samassi e ama i nostri ravioli,

grazie a chi passa da Villasor, un saluto a Maria e un civraxeddu,

grazie al signore che in via Cocco Ortu a Cagliari il sabato mattina prende il pesce al mercato e ci viene a trovare per due coccoetti e un pescone per la nuora che come ogni sabato andrà a pranzo da lui,

grazie ai ragazzi che dopo una mattinata di studio alla MeM ricaricano le batterie in via Mameli con le nostre focacce e pizze in teglia.

Grazie a queste e tutte le persone che ogni giorno ci vengono a trovare, perché la bellezza del nostro lavoro è tutta nei loro sorrisi, nell’orgoglio di esserci sempre, perché ogni panificio è custode dei paesi, dei quartieri: è quotidianità.

Per noi questo è importante, ci rende orgogliosi e consapevoli della responsabilità di offrire ogni giorno non solo il pane quotidiano, ma un punto di riferimento, dove confrontarsi, raccontarsi storie e pensieri. La responsabilità di essere ogni giorno sulle tavole di tante persone che hanno scelto di affidarsi a noi per accompagnare il proprio pasto.

E’ per questo che siamo voluti partire dalla fine, dai ringraziamenti, che per noi sono l’inizio di tutto, ogni giorno.

Per tutto il resto c’è tempo.

Per adesso, grazie.

Saludi e trigu!